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L’appuntamento di maggio Moto=Libertà= Legalità non è semplicemente un raduno motociclistico.

Ogni anno l’incontro di migliaia di spiriti liberi in terra siciliana rappresenta un grande momento di riflessione collettiva. Qualcosa a cui aggrapparsi per non dimenticare e per ristabilire i valori determinanti del nostro vivere comune. Parole forti come libertà, legalità, hanno un peso doppio se a pronunciarle sono migliaia di persone, in gran parte giovani, riunite da una vigorosa passione.
Quest’anno l’evento è dedicato a chi ha dato la vita per una libera informazione. Come giornalista sono grato agli organizzatori per questa importante testimonianza di solidarietà, come motociclista sono orgoglioso che il nostro settore sia rappresentato congiuntamente a questi alti valori.
Questo otto maggio purtroppo non potrò, come lo scorso anno, essere fisicamente presente sull’isola (la nostra testata sarà comunque rappresentata da Andrea Leggieri, firma storica della rivista Mototurismo e presidente del Club Mototurismo ) ma io sono e continuerò ad essere fermamente solidale con gli organizzatori nel testimoniare gli scopi e i valori di questa manifestazione. Non potrebbe essere diversamente: nelle mie tasche da motociclista tengo sempre la mia tessera dell’Associazione Lombarda Giornalisti che porta ancora -sbiadita ma mai dimenticata-la firma di Walter Tobagi, “testimone scomodo di verità”, ucciso dai terroristi proprio nel maggio di trent’anni fa. E’ con questo pensiero che rimango vicino con il cuore a questa edizione che vuole proprio ricordare tutti i giornalisti caduti in nome di una libera informazione.
Il patrocino di questo evento da parte della nostra testata , sta a significare che, nella spensieratezza della nostra passione motociclistica, non vogliamo e non possiamo dimenticarci di esprimere questi alti valori civili che appartengono ad ognuno di noi.
…Correrà alto il pensiero e mai potrò dimenticare, finché griderò forte il tuo nome…
Tiziano Cantatore
(direttore della rivista Mototurismo)

Ringraziamo il Dott. Gian Carlo Caselli (procuratore Capo della Repubblica di Torino) per averci inviato a mezzo e-mail il suo pensiero che pubblichiamo di seguito:
Lungo, purtroppo, è l’elenco dei giornalisti impegnati in inchieste sul crimine organizzato uccisi dalla mafia o in circostanze che alla mafia conducono. Ricordo: Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe (Pippo) Fava, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno, Giuseppe Alfano. Tutti morti per causa di una spietata violenza mafiosa, certamente. Ma anche perchè lo Stato, perché noi, non abbiamo saputo essere fino in fondo quel che avremmo dovuto essere. Se sono morti è anche perché noi tutti non siamo stati “vivi”. Non abbiamo vigilato, non ci siamo scandalizzati dell’ingiustizia. Non lo abbiamo fatto o non lo abbiamo fatto abbastanza: nella vita civile, politica o religiosa e nella professione. I giornalisti uccisi dalla mafia ( la loro storia ne è precisa testimonianza) hanno visto la sopraffazione, la ricchezza facile e ingiusta, l’illegalità, la compravendita della democrazia, lo scialo di violenza, il mercato delle istituzioni, la negazione di diritti fondamentali pagata dai cittadini per garantire ai mafiosi e ai loro complici i privilegi di sempre…..Questo hanno visto i giornalisti che sono morti. E non si sono voltati da un’altra parte. Per questo sono morti. E noi invece, quante volte – anzichè vedere quel che loro vedevano – ci siamo accontentati di una sorta di ipocrisia civile? Quante volte abbiamo subito e praticato – invece di provare a spezzarlo – il gioco delle mediazioni e degli accomodamenti? Quante volte, così facendo, abbiamo relegato quei coraggiosi giornalisti in posizioni di “minoranza”, così costringendoli a sovraesporsi, di fatto lasciandoli senza difesa a fronte del pericolo di rappresaglie mafiose?
Ma l’isolamento della “minoranza” di coloro che, operando nel campo dell’informazione, non accettano di convivere con la mafia non è soltanto esperienza del passato. Situazioni analoghe si registrano ancora oggi, per fortuna senza più omicidi: per lo meno finchè la mafia continuerà ad attuare la «strategia della tregua» adottata dopo la forte reazione dello Stato alle stragi del 1992, finalizzata a far dimenticare la sua tremenda pericolosità con il calo «statistico» dei fatti di sangue conosciuti (ma senza rinunziare ad intimidazioni e violenze). Una strategia di “inabissamento”, meno sanguinaria ma più insidiosa, perché favorisce l’affievolirsi dell’attenzione. Affievolimento non sgradito a molti giornalisti, mentre quelli che si ostinano a fare il loro mestiere con rigore e coerenza rischiano di ridursi ad un isolato gruppo di “alieni”, spesso additati (anche da certi colleghi) come “marziani”. Soprattutto quando osano l’inosabile: cioè esplorare il lato più nascosto del potere mafioso, quello che si vorrebbe tenere fuori da ogni scena pubblica, quello dei rapporti torbidi con pezzi della politica, della economia, delle istituzioni.
Allora, ricordare i giornalisti uccisi significa anche denunziare che oggi sono in crescita i cronisti minacciati o addirittura aggrediti solo perché cercano di mantenere accesa qualche luce su affari illegali e sulle complicità, spesso politiche, amministrative e imprenditoriali, del sistema criminale. In Italia per il potere politico il vero peccato non è il male, ma raccontare il male . E tuttavia ci sono giornalisti che – anche nel ricordo dei colleghi uccisi - continuano a fare bene il loro mestiere e cercano di resistere ai tentativi di uccidere il lavoro e la personalità dei cronisti. Sullo sfondo però ci sono Tv locali perfettamente allineate ai poteri dominanti, nessun editore puro in campo ma “padri-padroni” con robusti interessi da tutelare anche occultando le anomalie e le irregolarità, se non le illegalità, del sistema che tali interessi favorisce. E con problemi gravi anche per quanto concerne il servizio pubblico, che alle analisi approfondite preferisce il “colore”, con la conseguente scomparsa dell’inchiesta, della denunzia preventiva, dell’analisi e dell’approfondimento del contesto economico e sociale. Ecco perché vari professionisti, che pure vorrebbero impegnarsi diversamente, alla fine devono invece accontentarsi di tirare a campare o addirittura rinunziano a parlare. Anche di questo si deve discutere quando si ricordano il coraggio ed il sacrificio dei giornalisti uccisi dalla mafia.
Gian Carlo Caselli
Santa Venerina, alle pendici dell’Etna: qui riposa Maria Grazia Cutuli, giornalista del Corriere della Sera, assassinata in Afghanistan;
8 e 9 maggio: la triste data in cui fu barbaramente ucciso Peppino Impastato che attraverso radio Aut denunciava il potere mafioso.
Cosa avevano in comune Maria Grazia e Peppino? La Sicilia e la verità!
Noi cosa possiamo fare? Ricordarli… e ricordarli con l’allegria, la passione e lo slancio dei loro giovani anni!
Sabato 8 e domenica 9 maggio a Santa Venerina un grande palco, presso l’area “Princessa”, sarà lo scenario di concerti con importanti gruppi musicali, cabarettisti, uomini e donne che vorranno raccontare il loro sogno…. una Sicilia assai diversa da quella degli stereotipi, una Sicilia migliore.
Nella mattinata di domenica Don Luigi Ciotti benedirà i caschi di tutti i motociclisti che interverranno.
Una due giorni all’insegna dello spirito libero che è nel cuore di ogni motociclista. Lo scorso anno a Capaci, sulla “tomba” di Falcone, eravamo in 3.000 a gridare NOI CI SIAMO! E quest’anno, in quanti saremo a far sentire il rombo dei nostri motori per dire IO CI SONO, nel ricordo di tutti i giornalisti caduti per mano delle mafie?
La manifestazione non ha alcuna matrice politica né partitica; è aperta a tutti i “semplici motociclisti” che vogliono dar voce al nostro spirito libero!
Per informazioni: www.motolibertalegalita.it, email info@motolibertalegalita.it , cell. 393.95.68.033
L’importante mensile Mototurismo, da sempre vicino a chi viaggia in moto, ha deciso di concedere il patrocinio alla manifestazione Moto=Libertà=Legalità
articolo mototurismo marzo 2010

Tags: motoraduno 2010
Tour della Legalità 2010
Un Viaggio unico ed emozionante…
Per partecipare si richiede un impegno morale e tanta voglia di fare

Le quote di partecipazione saranno comunicate a breve, eventuali utili verranno
utilizzati al fine della realizzazione della manifestazione.
Noi ci mettiamo tutto il nostro impegno, chiediamo solo il vostro sostegno.

per informazioni scriveteci su
Carissimi amici,
come molti di voi sapranno già, dopo il successo avuto con la prima edizione dell’evento Moto = Libertà = Legalità, abbiamo deciso di replicare.
Ricordo le parole di esortazione di Don Luigi Ciotti, affinchè il libero mondo del motociclismo potesse dare ancora il proprio contributo nel chiedere Legalità.
La manifestazione del 2009 svoltasi a Capaci è stata una giornata di festa e di grandi emozioni che ci ha visto uniti nel ringraziare i “ragazzi della scorta” del Giudice Falcone, certo tutto non è andato come tanti di noi sognavamo, l’impossibilità di poterci recare tutt’ì insieme, sul ponte dell’autostrada PA/TP, a rendere il nostro omaggio alle vittime, ci ha fatto molto male, ma motivi di sicurezza indussero chi di competenza a revocare l’autorizzazione. Noi, proprio nel rispetto della Legalità, siamo rimasti nell’area della manifestazione ma col cuore eravamo sul ponte.
il 9 maggio 2010 e dietro richiesta di tanti di voi stiamo organizzando la seconda manifestazione che sarà dedicata ai giornalisti caduti per mano delle mafie e del terrorismo.
Era la notte tra l’otto ed il nove maggio del 1978, una voce che gridava giustizia attraverso la radio fu barbaramente interrotta. Nel ricordo di Peppino Impastato, che si ribellava, attraverso i suoi interventi su Radio Aut, al volere della propria famiglia e desideroso di quel senso di legalità che forte batte nel cuore di ogni siciliano onesto. Nel ricordo di Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Maria Grazia Cutuli e tutti i giornalisti che hanno dato la vita per la libera informazione. Uomini e donne coraggiosi che hanno creduto nella legalità contro l’oblio dell’indifferenza.
“non ha futuro un popolo senza memoria”
Il 9 maggio 2010 un grande raduno a Santa Venerina, città dove riposano le spoglie di Maria Grazia Cutuli ; laddove tutti i motoclub, associazioni, gruppi di motociclisti siciliani e di tutta Italia facciano rombare tutt’insieme il suono dei propri motori per testimoniare e gridare noi ci siamo!
Il vostro appoggio è fondamentale, aiutateci a realizzare al meglio l’evento, inviateci le vostre idee, ogni contributo è valido al fine di rendere sempre più unico un evento che appartiene al mondo dei motociclisti.
Con l’occasione porgiamo i saluti unitamente ai migliori auguri per un Buon Natale e felice anno nuovo.
Dopo l’importante prima manifestazione Moto=Libertà=Legalità abbiamo maturato l’idea di creare un club che si occupasse non solo dell’evento che di anno in anno si svolgerà in diversi luoghi d’Italia ma anche di nutrire lo spirito libero che il mondo del motociclismo sa esprimere. Dietro consiglio di Don Luigi Ciotti, abbiamo ritenuto opportuno, seguendo le sue parole, creare un club che utilizzasse le proprie uscite al fine di portare solidarietà e appoggio a tutte quelle realtà che giorno dopo giorno diniegano l’illegalità.
Tra gli obiettivi del Club:
- la realizzazione della manifestazione Moto=Libertà=Legalità;
- l’organizzazione di uscite di uno o più giorni, da realizzarsi in tutta Italia, che avranno come spunto la visita presso aziende e/o enti che lottano per la Legalità;
- la promozione del Turismo motociclistico con fini culturali, di amicizia ed emozionali;
- la valorizzazione della sicurezza stradale
Il nostro progetto non persegue fini di lucro ed ha carattere assolutamente apolitico
Qual è la nostra idea:
organizzare un solo evento l’anno e lo stesso deve essere, di volta in volta, dedicato o ispirato da un’importante problematica sociale.
La scelta delle date:
La prima edizione è stata dedicata ai “Ragazzi della scorta” di Giovanni Falcone e la data non poteva altrimenti che essere il 23 di maggio.
per il 2010 abbiamo pensato di rivolgere il nostro contributo di solidarietà e di ringraziamento ai giornalisti caduti per mano delle mafie, perchè riteniamo che l’informazione onesta può essere una fonte vitale per combattere un sistema non sempre pulito.
Moto=Libertà=Legalità
un motoraduno per non dimenticare
S.Venerina/Catania 9 maggio 2010
Era la notte tra l’otto ed il nove maggio del 1978, una voce che gridava giustizia attraverso la radio fu barbaramente interrotta. Nel ricordo di Peppino Impastato, che si ribellava al volere della propria famiglia e desideroso di quel senso di legalità che forte batte nel cuore di ogni siciliano onesto. Nel ricordo di Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampanato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno e Beppe Alfano che hanno dato la vita per la libera informazione. Uomini coraggiosi che hanno creduto nella legalità contro l’oblio dell’indifferenza.
La settimana antecedente al raduno su svolgerà il tour della legalità che percorrerà la Sicilia intera con partenza da Palermo
Per informazioni non esitate a scriverci:






